La Psicoterapia di gruppo è applicata ad un gruppo di 4-10 persone per scopi terapeutici. Nello specifico vengono creati gruppi in base ad una patologia di interesse comune (es. attacchi di panico, disturbi di personalità, disturbo ossessivo compulsivo, ecc.).

Il gruppo è il principale agente terapeutico: l’essere parte di un gruppo contribuisce a rassicurare i componenti, a ridurne le resistenze, a favorire le identificazioni, inoltre tra i vari partecipanti si formano relazioni di transfert.

La Psicoterapia di gruppo basa fonda le sue caratteristiche curative sulla reciprocità, sulla condivisione della sofferenza all’interno del gruppo e sull’universalizzazione delle tematiche psicologiche connesse al disturbo oggetto dell’intervento.

E’ stato ampiamente sperimentato che il gruppo è un “facilitatore” socio-emotivo di un programma terapeutico.

Wolf, dedicatosi allo studio dei gruppi terapeutici, ha postulato il concetto di “Io collettivo” con il quale ciascun membro del gruppo finisce con l’identificarsi e dal quale a sua volta riceve appoggio, contenimento e quindi possibilità di tollerare la frustrazione. Nel gruppo la persona può raggiungere la consapevolezza dei propri comportamenti e dei propri atteggiamenti, può rendersi conto dell’influenza che questi esercitano sugli altri e delle reazioni che provocano, in un modo più diretto e naturale rispetto alla psicoterapia individuale. All’interno del gruppo vi è una maggiore visibilità dei meccanismi di relazione interpersonale e sociale.

L’esperienza di gruppo permette al paziente di ridimensionare le proprie difficoltà e di trovare in se stessi nuove potenzialità e nuove sicurezze.

Si possono distinguere, nella pratica clinica, gruppi con finalità terapeutiche e gruppi non-terapeutici (esperenziali, formativi, di supervisione). Il gruppo può essere costituito intorno ad una problematica comune (gruppi di genitori separati, gruppi di adolescenti con problema dell’identità, gruppi psico-educazionali).