Per “danni non patrimoniali” si intendono tutte quelle forme di alterazione dell’integrità psichica e dell’equilibrio di personalità provocata da un evento traumatico di natura dolosa o colposa, che limita fortemente l’esplicazione di alcuni aspetti della personalità nel regolare svolgimento della vita quotidiana. Il danno è comunque sempre provocato dalla correlazione tra l’evento traumatico e la struttura psichica di base dell’individuo.   La valutazione del danno psichico può essere fatta solo in base all’alterazione del funzionamento psichico ovvero di determinati processi mentali rispetto alla condizione precedente l’evento traumatico.

Al fine di rilevare la presenza e l’entità di compromissione rilevata nelle diverse aree, vengono utilizzate le “Linee Guida per l’accertamento e la valutazione psicologico-giuridica del danno alla persona”, proposte dall’Ordine degli Psicologi del Lazio nel 2009 e aggiornate al 2012.

Il danno psicologico ed esistenziale fanno parte delle macro-categoria del danno non patrimoniale. Ma cerchiamo di comprendere meglio cosa è un danno non patrimoniale e quando è risarcibile. Il danno non patrimoniale riguarda tutte le situazioni in cui i valori della persona subiscono una lesione. Valutare tale danno significa valutare la sofferenza ed il dolore ed ogni tipo di conseguenza causata da un’azione lesiva.

Le sezioni unite della Cassazione con la sentenza dell11 novembre 2008 n. 26972 hanno stabilito che il danno non patrimoniale è risarcibile in 2 casi:

  1. quando il fatto integra gli estremi di un reato
  2. quando il fatto illecito ha vulnerato in modo grave un diritto fondamentale della persona tutelato dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Nel danno non patrimoniale vengono distinti: Il danno biologico che a sua volta di distingue in danno psicologico ed esistenziale, ed il danno morale.

Esaminiamo in particolare di cosa si tratta e che cosa intendiamo quando parliamo di danno:

  • Il danno psichico: interessa l’equilibrio psichico globale della persona lesa e fa riferimento ad una alterazione permanente. Un esempio di danno psichico è una depressione conseguente ad un intervento mal riuscito o una depressione da lutto.
  • Il danno esistenziale: interessa la modificazione e la complicazione delle relazioni interpersonali che impattano sulla vita di un individuo che ha subito un atto lesivo. Si identifica con un atteggiamento improntato alla rinuncia a fare. Un esempio di danno esistenziale sono: il mobbing, bossing, infortuni sul lavoro.
  • Il danno morale: rappresenta la sofferenza soggettiva conseguente ad un trauma, rappresenta il dolore che la persona ha provato e prova.

La stesura di una relazione sul danno richiede vari passaggi che vanno dai colloqui clinici alla somministrazione di test specifici e prevede l’individuazione di percentuali definite di riconoscimento del danno.

L’analisi del danno alla persona deve riguardare il vissuto della persona e deve prendere in particolare considerazione la modificazione peggiorativa dell’esistenza conseguente al danno.