ll sostegno psicologico è rivolto al singolo individuo, alla coppia alla famiglia.
E’ un’ attività utilizzata per supportare la persona e alleviare i suoi disagi di natura psicologica attraverso l’ascolto, il colloquio e l’interazione in modo empatico, agevolando nella persona stessa le espressioni verbali circa le sue dinamiche interne e fornendo utili e funzionali spiegazioni su di esse.

In Psicologia e nella Psicoterapia si utilizza il colloquio come strumento d’elezione. Colloquiare significa interagire con l’altro, comunicare (a livello verbale e non verbale). Il sostegno psicologico individuale si rivolge a coloro che vivono situazioni di disagio nella vita quotidiana che può essere limitata a causa di situazioni irrisolte che creano ansia, depressione, stress, attacchi di panico, fobie, dipendenze o altri sintomi. Il disagio sperimentato e la sofferenza psicologica, la cui fonte molto spesso viene identificata in contesti e relazioni esterne come il lavoro e/o la famiglia, incidono, più o meno gravemente, sul benessere fisico e psicologico della persona.

Lo Psicologo fornisce supporto alla persona che chiede aiuto avvicinandosi empaticamente, favorendo la relazione e creando un ambiente tale da consentire e favorire il processo di conoscenza. Rogers (1942) riteneva che lo Psicologo-Psicoterapeuta debba avere quel calore, quell’empatia e quella disponibilità affettiva che possano far sentire la persona accettata e compresa. Reik (1946) parlava di un “terzo orecchio” caratterizzato da calma, disponibilità ed autentico interesse.

Il colloquio di sostegno psicologico è rivolto alla persona, alla coppia, alla famiglia e può avere come scopo un supporto nella gestione di situazioni drammatiche, conflittuali o semplicemente difficoltose che riguardano le relazioni (es. rapporto con il coniuge, con i figli, con gli amici), le attività quotidiane (lavorative), la salute (preoccupazioni per il proprio corpo, proprie capacità ed efficienza fisica e mentale) e le problematiche di tipo esistenziale (vissuti di perdita, lutti, dialettica gioventù-vecchiaia, speranze e paure, ruoli sociali e familiari).

Nel libro di Eugenio Borgna (Noi siamo un colloquio) è riportata una frase molto significativa che richiama un concetto kafkiano: “scrivere ricette è la cosa più semplice del mondo; ascoltare la gente che soffre, e chiede l’aiuto del medico, è la cosa più difficile e più nobile”.