Il comportamentismo (o psicologia comportamentale) è un approccio alla psicologia, sviluppato dallo psicologo John Watson agli inizi del Novecento, basato sull’assunto che il comportamento esplicito è l’unica unità di analisi scientificamente studiabile della psicologia, in quanto direttamente osservabile dallo studioso.

Durante la sua storia il comportamentismo ha attraversato tre fasi:

  • la fase pre-paradigmatica con Watson.
  • la fase paradigmatica con Robert Woodworth
  • la fase post-paradigmatica con Raymond Bernard Cattell

Nella prospettiva di rivoluzionare l’oggetto di studio della psicologia Watson attaccò il metodo introspettivo.
Egli riteneva l’introspezione un metodo non scientifico per i motivi che l’osservatore si identifica con l’osservato (ad esempio, se l’osservatore osserva la sua coscienza, mutava il suo oggetto di osservazione, che coincideva con la coscienza di osservare) e che la singolarità dell’osservatore conduceva all’impossibilità da parte di altri di percepire il medesimo oggetto.
In questo modo i dati introspettivi erano solamente percepiti dal singolo, non confutabili o confermabili e non condivisibili come i dati di tutte le altre scienze).

Watson aveva rivolto l’attenzione a due estremi del metodo introspettivo:

  • Alla diffusione di concetti non chiaramente definibili come anima, libertà, ecc…, termini difficilmente descrivibili in maniera puramente oggettiva
  • All’estremità strutturalista personificata da Titchener, nel quale l’introspezione era una modalità di indagine della coscienza in elementi semplici.

Nella teoria elaborata da Watson il comportamento è stato esplicitato nei termini di: “adattamento dell’organismo all’ambiente”, “contrazioni muscolari”, “insieme integrato di movimenti”, “azioni”.

L’unità d’osservazione psicologica è per Watson il comportamento nel senso di azione complessa manifestata dall’organismo nella sua interezza, qualsiasi cosa esso compia.

Questi comportamenti non sono altro che la combinazione di reazioni più semplici, di molecole costituite dai singoli movimenti fisici che in quanto tali sono studiati dalla fisiologia e dalla medicina. Infatti i principi di composizione delle unità semplici in unità complesse non modificano la natura delle prime, ma semplicemente le compongono.

I principi cui Watson fa riferimento sono la frequenza, la recenza e il condizionamento. I principi della frequenza e recenza implicano che tanto più spesso o tanto più recentemente un’associazione si è verificata, con tanta maggiore probabilità si verificherà.

Il condizionamento

Nella teoria comportamentista, il condizionamento assume un ruolo sempre più centrale. Per il comportamentista la ricerca sul condizionamento era di fondamentale importanza perché tramite questo paradigma poteva essere meglio definito l’ambiente in cui l’organismo agisce, e dove venivano elicitate determinate risposte. Ciò offriva un principio-chiave per spiegare le risposte complesse, come risultato di condizionamenti molteplici e ripetuti.

Burrhus Skinner è interessato all’osservazione del comportamento e alla sua relazione con le contingenze di rinforzo, cioè delle occasioni in cui ad una determinata risposta ha fatto seguito una ricompensa. La sua idea è che questo tipo di analisi possa essere sufficiente a spiegare ogni forma di apprendimento, incluso quello linguistico.

Skinner studia il comportamento di ratti e piccioni immessi in una gabbietta (queste ultime prenderanno il nome di “skinner-box”). Fra le varie risposte che l’animale può dare ne è scelta una (ad esempio, la pressione di una leva) di maniera che ad essa faccia seguito uno stimolo rinforzante (ad esempio un granello di cibo). Si osserverà che la risposta seguita da rinforzo tenderà a presentarsi con sempre maggiore frequenza.

Questo paradigma (un “insieme coerente e articolato di teorie, metodi e procedimenti che contraddistinguono in modo predominante una fase dell’evoluzione di una determinata scienza”), è detto condizionamento operante (o strumentale o skinneriano).

Il neocomportamentismo

L’opera di Tolman, rappresenta uno dei tanti casi anomali, in un certo senso divergenti, all’interno della scuola comportamentista. Tolman cominciò a differenziarsi dal comportamentismo watsoniano per accogliere idee cognitiviste o anche psicoanalitiche.

La posizione di chiaro stampo molecolarista di Watson rischiava di condurre lo studio del comportamento con le semplici contrazioni muscolari e quindi rimandare lo studio del comportamento puro alla fisiologia. Per Tolman il comportamento deve essere molare e non molecolare, non deve limitarsi alle singole risposte muscolari o ghiandolari. Tiene conto dello scopo e alcuni processi intervenienti tra stimolo e risposta. Tolman è considerato un precursore del cognitivismo.

Tolman riteneva l’esistenza di uno “specifico psicologico” definito dalla sua “molarità” (cioè ulteriormente non scomponibile). Questo “specifico” non era psicologico, ma comportamentale, e si caratterizzava per avere delle proprietà emergenti.

Per Tolman, il comportamento di un topo che tira una cordicella per avvicinare del cibo, sarebbe comunque definito dalle sole componenti motorie (come ad esempio, contrarre e distendere la zampa sinistra, alzare il capo), ma in questo caso avremmo dato una descrizione puramente fisiologica. Per ottenere una descrizione psicologica dovremmo considerare i predicati emergenti del comportamento di quel topo, cioè del fatto che il comportamento rivela cognizioni e intenzionalità (ed è cioè orientato verso determinati scopi).

Sulla scia degli studi di Watson, Clark Hull e il suo gruppo di ricerca dell’Università di Yale hanno proposto un modello di apprendimento meccanico, ma la sua teorizzazione è più articolata del previsto.
Oltre alle variabili classiche Stimolo e Risposta, Hull e collaboratori hanno enfatizzato come concorrano al consolidamento dell’apprendimento di nuove informazioni fattori quali:

  1. Addestramento: il ruolo fondamentale dell’expertise nelle associazioni tra stimolo e risposta;
  2. Deterrenti: il ruolo giocato dai distrattori, che ostacolano l’apprendimento;
  3. Consolidatori: fattori che favoriscono l’apprendimento e consolidano la traccia nella memoria.

Secondo Hull, l’apprendimento è visto come un “dispositivo meccanico” che funziona in base ad una serie di interazioni tra le parti, in modo da creare una coerenza del processo.

Per maggiori informazioni si rimanda alla voce di Wikipedia: “Comportamentismo”.