La psicologia dell’educazione, nata agli inizi del XX secolo, è una branca della psicologia che studia sia i processi di apprendimento, che coinvolgono l’individuo e il suo sviluppo, sia i processi di insegnamento nelle scuole, ovvero le istituzioni culturali nelle quali si trasmettono conoscenze socialmente rilevanti, comportamenti, abitudini, valori e norme, attraverso strumenti e metodologie di valutazione, didattica, formazione delle classi, ecc.

Si occupa di individuare quei fattori legati all’ambiente di apprendimento che rendono più o meno facile l’apprendimento, la motivazione, il benessere dell’individuo o del gruppo impegnato nel processo educativo e dei quali le istituzioni educative devono tener conto nella stesura del progetto educativo.
Esistono diversi approcci teorici al concetto di apprendimento:

  • Comportamentismo
    Il Comportamentismo si pone l’obiettivo di studiare il comportamento osservabile attraverso l’utilizzo del metodo scientifico. Secondo il Comportamentismo si ha apprendimento nel momento in cui si crea una connessione tra uno stimolo che proviene dall’ambiente, un comportamento che viene messo in atto dal soggetto e un rinforzo cioè una conseguenza che viene determinata dall’azione compiuta. L’apprendimento consiste nell’acquisizione di abitudini e nelle associazioni tra stimolo e risposta.
  • Cognitivismo
    Il Cognitivismo si focalizza sul soggetto attivo che opera nel mondo grazie allo sviluppo delle proprie capacità mentali. La mente è l’oggetto principale di studio e in particolar modo l’attenzione è rivolta a come la mente raccoglie e tratta le informazioni che provengono dall’ambiente. Considera l’apprendimento il risultato dell’interazione tra fattori interni ed esterni. Apprendere non significa trasferire le informazioni che provengono dall’esterno all’interno ma trasformarle a livello cognitivo.L’apprendimento in questa ottica è un processo costruttivo attivo e viene studiato ponendo attenzione ai cambiamenti che hanno luogo nelle strutture cognitive e nella personalità del soggetto. Per i cognitivisti si parla di apprendimento quando lo studente elabora le informazioni e in questo processo di apprendimento lo studente gioca un ruolo attivo.
  • Costruttivismo
    Il costruttivismo è una filosofia dell’apprendimento che costruisce la conoscenza attraverso processi di riflessione sull’esperienza. L’assunto di base è che ogni individuo crea i propri modelli mentali per leggere l’esperienza. La conoscenza è dunque particolare, soggettiva, negoziata e condivisa;si costruisce attraverso l’interazione continua con gli altri. Non è dunque possibile una conoscenza oggettiva, a priori, ma bisogna considerare il punto di vista del soggetto.

 

Apprendimenti di base

  • Acquisire il linguaggio
    Lo sviluppo del linguaggio nasce dalla necessità, da parte del neonato, di interagire con il mondo esterno, indipendentemente dalla lingua alla quale i soggetti sono esposti. Fin dai suoi primi istanti di vita è capace di comunicare i suoi stati ed i suoi bisogni agli adulti che imparano ad interpretare i suoi segnali di comunicazione. Intorno agli 8 mesi il bambino si avvale anche dei gesti detti “deittici” o “performativi” in quanto esprimono l’intenzione comunicativa, e verso la fine del primo anno compare un secondo tipo di gesti chiamati “referenziali” attraverso i quali il soggetto dimostra di poter comunicare avvalendosi di un comportamento non verbale. Essenziale è il contesto comunicativo, affettivo e relazionale in cui si realizza il processo di acquisizione del linguaggio tramite l’interazione con gli adulti; quindi il bambino impara ad attribuire un significato alle espressioni e alle azioni dell’adulto e, sul piano della produzione, impara ad usare dei segnali sempre più stabili e precisi.
  • Sistemi simbolici
    Il bambino comincia a conoscere il sistema dei segni molto presto, iniziando a fare i suoi primi scarabocchi a partire dal secondo anno di vita. Il bambino li crea perché vuole lasciare un segno che per lui è significativo. Ancora non esiste una correlazione tra i segni e il mondo. Conoscere i segni non ha una base innata, ma vengono trasmessi in larga parte dalla cultura. Distinguere tra il disegno e la scrittura avviene nel bambino prima del processo di scolarizzazione, attraverso la scoperta. Si individuano quattro tappe attraverso le quali si passa dallo scarabocchio al disegno vero e proprio.
  • Imparare a leggere
    Apprendere la scrittura è inscindibile dall’apprendere la lettura. Riconoscere le lettere e la loro pronuncia fa parte dei primi apprendimenti relativi alla scrittura. I metodi di insegnamento adottati dai docenti determinano una diversa reazione dei bambini nei confronti della scrittura. Sono state individuate tre fasi attraverso le quali il bambino giunge a creare una memoria ortografica.
  • Apprendere la scrittura
    Al giorno d’oggi si può definire questo apprendimento come una complessa attività cognitiva e socioculturale, infatti il bambino, vivendo in una società urbanizzata è “immerso nella scrittura”, ne sono un esempio le pubblicità, i cartelli stradali, le diverse insegne, e via dicendo; a tal proposito i bimbi sono motivati a riconoscere e interpretare le scritte che li circondano anche senza l’intervento intenzionale degli adulti. Gli stadi che caratterizzano tale processo di acquisizione sono gli stessi dell’apprendimento della scrittura ovvero: fase logografica, alfabetica,ortografica, ma in più vi è la fase lessicale.
  • Acquisire le conoscenze matematiche
    I primi concetti matematici vengono costruiti dal bambino a partire dagli input che riceve dalla cultura e dall’ambiente e si basano su due concetti: il numero e lo spazio. Attraverso la replica delle azioni si forma il concetto di numero. Addizionare e sottrarre sono operazioni che il bambino attua fin da piccolo, basta pensare a quando inizia a contare sulle dita delle mani. Le conoscenze matematiche possono essere di due tipi: dichiarative, che riguardano cioè concetti che devono essere compresi e strutturati in maniera soggettiva, seguendo le indicazioni dell’insegnante e procedurali, che comprendono la costruzione e decodifica di algoritmi matematici e la loro applicazione.

 

Per maggiori informazioni si rimanda alla voce di Wikipedia: “Psicologia dell’educazione”.