Il risentimento e la rabbia distruggono l'amore

Il risentimento e la rabbia distruggono l’amore

Il risentimento e la rabbia nei rapporti sentimentali sono sentimenti che tutti con intensità diversa provano. Ma non tutti sanno che il risentimento e la rabbia distruggono l’amore. Spesso il risentimento e la rabbia derivano dal bisogno di essere riconosciuti, apprezzati e dalla delusione per le cose che vorremmo che l’altro facesse per noi ma che non vengono fatte. A volte, magari, sono anche state fatte ma non nel modo in cui le avremmo volute. Tutti ci aspettiamo qualcosa dall’altro, chi più, chi meno e quando questo qualcosa non viene fatto ci rimaniamo male, proviamo sgomento, frustrazione, risentimento ed in fine rabbia. Questa è una vera e propria escalation emozionale, un circolo vizioso che porta: al risentimento. alla rabbia, al malcontento e a litigi che apparentemente non hanno un motivo. Senza possibilità di ritorno.

Delusione, risentimento e rabbia

Dallo sgomento e dalla frustrazione assoluta per come, chi ci è vicino, avrebbe potuto fare quello che ha fatto o quello che non ha fatto, parte un vissuto profondamente negativo, che piano piano pervade l’immagine che avevamo dell’altra persona fino a non riconoscerla più, fino a trasformare la persona amata in un vero e proprio nemico.

Frasi del tipo: ”Non puoi proprio capirlo”, “non avresti mai dovuto fare una cosa del genere” diventano pensieri continui che a volte le persone esprimono verbalmente. Altre volte le aspettative frustrate prendono le sembianze di gesti bruschi, evitamenti, rispostacce e silenzi. Pensieri negativi, parole pesanti, comportamenti evitanti e lunghi silenzi diventano nelle relazioni di coppia dei veri e propri blocchi emozionali. Piano piano issiamo muri invalicabili fatti di risentimento e rabbia.

Litigi e banalità

Gli esempi di quello che accade e di quello che si dice in una coppia che litiga sono tanti, ma sono anche un po’ sempre gli stessi.
Entrambe le parti, in una coppia, spesso pensano o si aspettano che l’altro abbia preso impegni o che abbia accettato di fare cose che in realtà non aveva mai acconsentito di fare. Cose anche apparentemente banali: come lavare i piatti il ​​martedì dopo cena, mettere a letto i bambini il venerdì, riparare cose, fare lavatrici. Questi mancati presunti impegni, mai realmente condivisi, diventano le prove di veri e propri affronti. Tutto viene ricondotto, in modo assolutamente reciproco, alla mancanza di riconoscimento e apprezzamento per quello che si è e per quello che si fa.

Così quando, in extremis, si arriva al punto di doversi chiarire, magari davanti ad un terapeuta, ci si rende conto, delusi e tristi, che le aspettative ed i presunti accordi spesso non erano frutto di vere condivisioni, ma erano semplici auspici.

Tutti i no che non sono stati detti

Quando si affronta una terapia di coppia si scoprono e si capiscono molte cose come, ad esempio, che tutti i “no” non detti per non litigare, sono spesso divenuti “no” con i fatti. Tante volte si evita di litigare alzando dei muri di silenzio. Chiedere, domandare spesso diventa impossibile. La comunicazione si blocca, per chi si aspettava qualcosa che non è mai arrivata e per chi si è sentito forzato a dover vivere o fare cose fuori dai suoi canoni o lontane dal modo in cui voleva vivere.

In questo modo finiscono tante giornate di persone che vivono sotto lo stesso tetto che, pur essendosi tanto amate e volute, si ritrovano chi da una parte chi dall’altra silenziosamente, provando risentimento e rabbia per come si comporta l’altro.

Ma nessuno vuole andare a letto arrabbiato, nessuno vuole litigare prima di andare a dormire e così si lascia al silenzio il compito di chiudere la cattive giornate.

Il risentimento e la rabbia possono distruggere l’amore

Queste situazioni sembrano così banali quando vengono raccontate, sembrano scontate, perché le abbiamo sentite raccontare da tante persone. Ma non è così, sono situazioni “pericolose” perché i banali risentimenti della vita di coppia spesso e volentieri arrivano a prevalere nella relazione, arrivano a minare i sentimenti positivi, arrivano a distruggere l’amore, se non gestiti con una comunicazione efficace.

I risentimenti lasciati incontrollati nel tempo, porteranno alla rabbia nel prevalere nella relazione. E la rabbia è un nemico pericoloso dell’amore perché richiede a rapporti, spesso stanchi, enormi risorse emotive.

E allora è molto meglio affrontare il risentimento che lasciarlo fuori controllo.

Ma come possiamo imparare a gestire tutto questo? Come possiamo affrontare i piccoli momenti di crisi evitando di trascendere in veri e propri conflitti?

Curare il risentimento e la rabbia con l’empatia

La soluzione non prevede una ricetta unica, bisogna lavorare su più fronti. La cosa che viene prima di tutte è parlare della situazione che si sta vivendo. Ammettere, senza drammatizzare, che ci sono problemi di comunicazione, che non ci si capisce quando si comunica. Arrivare a comprendere che ci aspettano cose su cui non si è d’accordo. Ma quello che dobbiamo soprattutto capire è che il problema va affrontato e che non si può più rimandare.

In un secondo momento però bisogna farsi delle domande molto profonde rispetto a se stessi. E’ necessario mettersi in discussione, bisogna chiedersi se l’aspettarsi qualcosa dalla persona con cui conviviamo fa parte di una serie di aspettative giuste, possibili, condivisibili oppure no.

Il risentimento e la rabbia vanno risolti nelle coppie, molto rapidamente. Per salvare un rapporto bisogna subito mettere in atto strategie e comportamenti che abbassino la percezione di questi sentimenti e che permettano di mettere le basi di un dialogo costruttivo.

Abbiamo tutti bisogno di essere riconosciuti

Imparare a gestire i dissensi è importante perché ci aiuta a gestire le nostre emozioni. Leggere le critiche dell’altro come una richiesta di attenzione e non come un rifiuto ci fa sentire più forti. Inoltre dobbiamo imparare a metterci in una posizione protettiva per la nostra autostima, che ci permetta di reagire non in modo impulsivo. Le risposte che dobbiamo imparare a dare devono trovare la loro essenza nell’empatia.

Bisogna imparare a calarsi nel mondo dell’altro senza portarsi dietro le proprie insicurezze, il proprio risentimento e la propria rabbia. Solo così si può ricominciare a parlare in modo costruttivo, solo così possiamo abbassare i muri che innalziamo quando ci sentiamo attaccati ed abbandonati.

Ricominciare significa aprirsi al confronto da un punto di vista diverso: significa uscire dall’incastro emotivo in cui ci siamo bloccati.

Impariamo a coltivare l’empatia

Dobbiamo imparare a coltivare l’empatia e lo dobbiamo fare per noi stessi, non per l’altro. Dobbiamo infatti tenere sempre presente che i sentimenti di empatia facilitano la riduzione dell’ansia mettendoci in una posizione psicologica diversa. Ci fanno sentire più calmi.

Imparare ad avere atteggiamenti empatici ci permettere di assumere posizioni psicologiche meno difensive, più concilianti. L’obiettivo che bisogna porsi è l’affetto.

Alain Badiou spiega in uno dei suoi saggi che l’empatia, come sentimento, favorisce l’unità a tutti i livelli. L’empatia ha il potere di trasformare i sentimenti forti e poco gestibili come il risentimento e la rabbia in comprensione. L’empatia è necessaria per un amore duraturo.

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