Avrei voluto dire di NO

Quante volte ci è capitato? Quante volte ci siamo trovate in situazioni in cui avremmo dovuto dire di no e invece non l’abbiamo fatto e ci siamo pentiti di non esserci tirati indietro? Tante volte.

La soluzione più semplice davanti a tante richieste che ci vengono fatte sarebbe quella di dire di no, ma le nostre scelte a volte sembrano condizionate dal dover compiacere gli altri; quando però la nostra gentilezza e la nostra generosità suscitano l’affetto e la riconoscenza di chi ci circonda è importante riconoscerne il vantaggio. Ma se il prezzo da pagare diventa troppo alto, se dopo esserci rese disponibili ci sentiamo troppo stanche, risentite, arrabbiate, represse e sacrificate allora vuol dire che dobbiamo iniziare a dover prendere in considerazione l’ipotesi di dover rinunciare alla rassicurazione che gli altri ci danno quando siamo disponibili con loro.

Nel mio lavoro mi capita spesso di incontrare persone che negano se stesse a favore degli altri, persone indubbiamente piene di qualità come l’altruismo, l’empatia, qualità che finiscono però per diventare una vera e propria condanna. Spesso infatti l’abnegazione di sé, la cura degli altri (figli compresi), e l’anteporre i bisogni altrui davanti ai propri finisce per esaurire le risorse della persona e per renderla schiava dell’approvazione e dei bisogni altrui.

Molte persone non percepiscono la propria compiacenza come una condanna finchè, dopo anni spesi ad occuparsi degli altri con generosità e amore, si accorgono che quella disponibilità viene pretesa e data per scontata, si accorgono che tutto quello che fanno è dovuto e che nessuno prova gratitudine o riconoscenza nei loro riguardi.

Ma cosa ci induce a comportarci così? Sicuramente il desiderio di essere accettati e benvoluti, ma c’è di più, spesso infatti dietro all’incapacità di dire di no si nascondono una serie di convinzioni che abbiamo recepito fin da piccoli e che diventano un vero e proprio sistema di regole perfettamente integrato con la persona.

Questi pacchetti di regole con gli anni diventano sempre più rigidi e condizionano sempre più la nostra vita. Tra le regole più comuni che le persone si danno troviamo le seguenti:

  • obbedire sempre alle persone autorevoli
  • aiutare gli altri, ma chiedere poco aiuto per sé
  • cercare di cavarsela da soli
  • non apparire mai fragili o bisognosi
  • essere sempre disponibili con gli altri

Un esercizio utile che consiglio alle persone che faticano a dire di no è quello di pensare ad una persona che stimano risoluta, a cui vogliono bene, a loro vicina e di domandarsi come si comporterebbe se si trovasse nella loro stessa situazione. Questo esercizio aiuta a far vedere alle persone come sia possibile dire di no senza creare rotture a livello relazionale, senza entrare in contatto con un vissuto di rifiuto.

E’ molto importante liberarsi dei comportamenti che diventano soffocanti e per fare questo ognuno deve trovare il modo a lui più consono, qualcuno potrebbe essere più incline a reagire subito diversamente, mentre qualcun altro potrebbe preferire riflettere su quelli che sono i suoi diritti.

La cosa più importante è non diventare prigionieri delle aspettative degli altri e questo si realizza:

1 apportando piccoli cambiamenti

2 esaminando il modo in cui il nostro pensiero è condizionato dal sistema di regole che abbiamo

3 essendo comprensivi e rispettosi verso noi stessi.

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