Il troppo stress cancella la memoria

Stress, traumi e memoria: cause e rimedi.

Nel corso della vita possiamo andare incontro ad esperienze fortemente coinvolgenti dal punto di vista emotivo, o addirittura traumatizzanti. Gli effetti che queste esperienze possono avere sulla memoria dipendono dal grado di stress a cui sono associate: livelli moderati in genere facilitano il ricordo di un particolare evento, mentre uno stress molto intenso può provocare un blocco delle funzioni mnemoniche. Questi effetti sembrano essere mediati dai processi neuroendocrini con cui il nostro organismo normalmente reagisce allo stress – attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario-adrenocorticale – che tipicamente prevedono una immediata e transitoria liberazione di noradrenalina e una risposta più prolungata mediata dagli ormoni glucocorticoidi, come il cortisolo. In pazienti affetti da disturbo post-traumatico da stress cronico si è osservata una riduzione del volume dell’ippocampo. L’amigdala svolge un ruolo importante nell’attribuire un valore alle nostre diverse esperienze e nei processi di integrazione dei nostri ricordi. Inoltre la secrezione di forti quantità di glucocorticoidi indotta dallo stress intenso può avere un’azione inibitoria sulle attività dell’ippocampo. Si può quindi verificare una dissociazione fra memoria implicita ed esplicita, con una compromissione della memoria autobiografica nei confronti dell’evento o di alcune sue componenti. Uno stato di stress persistente può indurre alterazioni anatomopatologiche a livello dell’ippocampo, con una riduzione del suo volume. (Daniel Siegel, La mente relazionale, 2001).

Una tecnica molto utilizzata per la risoluzione di piccoli e grandi traumi è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) ideata da Francine Shapiro nel 1989. La terapia EMDR è usata nell’ambito della Psicoterapia e della Psichiatria ed è utile per il trattamento di disturbi causati da eventi stressanti o traumatici come il disturbo da stress post-traumatico ed è riconosciuta come pratica efficace per contrastare l’insorgere di sintomi post- traumatici, pensieri intrusivi, insonnia conseguente a grandi shock, attacchi di panico. Essa sfrutta i movimenti oculari alternati per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, permettendo una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. I movimenti oculari indurrebbero una risposta di rilassamento per mezzo della formazione reticolare o di altri meccanismi attivanti il Sistema Nervoso Parasimpatico che, inibendo il Sistema Nervoso Simpatico, favorisce la desensibilizzazione della risposta ansiosa. Gli eventi emotivamente traumatici, e con una natura prettamente interpersonale, possono rappresentare una minaccia grave dell’integrità psicologica della persona e possono quindi rientrare tra i disturbi dell’adattamento, per poi evolvere successivamente in altre forme psicopatologiche. In un ricordo immagazzinato in modo disfunzionale, i diversi aspetti dell’esperienza sono frammentati e possono riattivarsi in modo del tutto involontario (flashback, immagini, pensieri automatici, ecc.), quando ad esempio uno stimolo che ha con essi una qualche somiglianza li risveglia, arrivando ad assumere un carattere disadattivo. Pertanto, l’EMDR viene utilizzato come strumento di elaborazione del ricordo traumatico caratterizzato da una “stimolazione bilaterale” (emisfero destro e sinistro) che viene fatta o facendo seguire al paziente il movimento di due dita (del terapeuta) che passano di fronte al suo volto orizzontalmente, oppure attraverso un tamburellamento ritmico e alternato effettuato dal terapeuta sulle ginocchia o sulle mani del paziente. Anche se la questione sull’efficacia della tecnica EMDR resta aperta, si registrano risultati positivi con riduzione dei sintomi in seguito al trattamento su pazienti traumatizzati.

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