Il dubbio patologico

È men male l’agitarsi nel dubbio, che il riposar nell’errore. (A.Manzoni, Storia della colonna infame, 1840)

Si dice che il dubbio accresca la conoscenza piuttosto che limitarla a concetti scontati e banali ma in alcuni casi di disturbi della personalità il dubitare si trasforma in illogicità diventando una caratteristica negativa nella vita dell’individuo che sperimenta una sofferenza fuori dal comune. Una ricerca di Akhtar et al. rileva che a un’indagine fenomenologica la caratteristica più evidente del Disturbo Ossessivo Compulsivo sia rappresentata dai dubbi. Il cosiddetto dubbio patologico è stato rilevato anche da Rapaport che suggerisce che gli ossessivi abbiano perso un’unica funzione: “la capacità di sapere se sanno qualcosa”; ciò può essere descritto come un “difetto nella conoscenza” (D.Dettore, Il disturbo ossessivo compulsivo, McGraw-Hill 2003). Le amnesie delle persone affette da Disturbo Ossessivo Compulsivo possono riguardare cose che rientrano nell’ordinario quotidiano come avere dubbi se hanno rifatto il letto, chiuso la porta a chiave, spento il gas, e via dicendo. Questa ampia gamma di cosiddetti “difetti di memoria” riguardano anche sfere di vita più importanti come gli affetti e i sentimenti. Per esempio molto spesso le persone affette da questo disturbo mettono in dubbio i sentimenti che provano per il partner. La sindrome ossessiva infatti è caratterizzata da continue preoccupazioni e pensieri disturbanti e ripetitivi che provocano nella persona ansia e depressione: “Ma amo o non amo questa persona? È la persona che fa per me oppure un giorno mi pentirò di questa scelta? E se dovessi incontrare qualcuno migliore di lei?”. La condotta più frequente è mettere in dubbio la relazione trascurandone gli aspetti positivi e “logici” arrivando spesso alla rottura della relazione stessa. Ma come in tutti i rituali ossessivi, una volta compiuta la compulsione (ovvero l’azione che ossessivamente si insegue a prescindere dal principio giusto/sbagliato) il sollievo che si sperimenta è assolutamente momentaneo poiché subito dopo si è sommersi dal senso di colpa e da nuovi dubbi sull’atto compiuto (in questo caso l’abbandono). Ciò che non si tollera è l’incertezza del futuro piuttosto che il verificarsi reale dell’evento temuto. Tutto ciò è legato alla necessità di controllare rigidamente la propria vita e gli eventi per sfuggire all’ansia, una condizione fastidiosa e insopportabile. Le persone con Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità sono tendenzialmente perfezioniste, raramente cambiano opinione, sono molto coscienziose e dai principi morali estremamente rigidi. Ma il perfezionismo non è in questi casi “equilibrato”, è piuttosto patologico. La persona ossessiva si lascia andare spesso a ragionamenti deliranti, ovvero che deviano da un ragionamento razionale basato sull’evidenza e sulla considerazione delle conseguenze delle proprie azioni. Essi sono tormentati dai dubbi sul mettere in atto o meno l’azione e sulla sua eventuale bontà oggettiva e trascurano la possibilità di decidere in base ai propri sentimenti, in base a ciò che è giusto per il loro bene. Non hanno la capacità di tollerare “le infinite possibilità” future non avendone risposta prima. Quindi vivono in uno stato continuo di sofferenza e di ricerca di certezze che nessuno di noi può avere se non vivendo direttamente le esperienze. La Psicoterapia può aiutare queste persone a ristabilire un proprio equilibrio personale avviando un rapporto di collaborazione fiduciosa tra paziente e terapeuta. Il percorso di consapevolezza aiuterà la persona a riconoscere i propri stati d’animo, le proprie emozioni, i propri desideri senza averne paura, affrontando la sofferenza e non evitandola a tutti i costi con condotte spesso distruttive. E il cambiamento è sempre possibile quando si abbandonano pregiudizi e rigidità, se si abbatte il muro della paura e dell’incertezza che non consentono di vivere una vita serena ed appagante e se ci si abbandona correndo “il rischio”, dimenticandoci un po’ di noi stessi rivolgendo l’attenzione al mondo che ci circonda e alle relazioni. Se si abbandona il dubbio patologico si sceglie la vita!

www.youtube.com/watch?v=QmVpbhO_azQ

Bibliografia

Dettore D., Il disturbo ossessivo-compulsivo Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento, McGraw-Hill, Milano, 2003 Martin M. Antony-Richard P. Swinson, Nessuno è perfetto, Edizione italiana a cura di N.Marsigli e G.Melli, Eclipsi, Firenze 2008

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