Danno Psicologico

Quando un trauma comporta un danno psicologico ed esistenziale

Il diritto alla salute è un diritto fondamentale sancito dalla nostra costituzione. La salute rappresenta un bene inalienabile della persona ed è intesa dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS) come ”benessere fisico, psichico e sociale, non consistente soltanto in una assenza di malattia o di infermità”. Risulta quindi chiaro come la nozione di danno alla salute non riguardi solamente aspetti fisici, ma anche aspetti psicologici e morali. E’ pertanto fondamentale definire il rapporto che esiste tra trauma e danno psicologico.

Il danno biologico

I passaggi storici che hanno portato la comunità internazionale a riconoscere e a quantificare i danni così detti “non patrimoniali” sono stati molti e quello a cui si è giunti ha un grande valore a livello personale e sociale. Siamo infatti arrivati a riconoscere e definire il danno biologico, come un danno che riguarda tutte le situazioni lesive di una persona nella sua integrità. Il danno biologico riconosce la persona a livello globale e concepisce il danno non solo come menomazione fisica, ma anche come sofferenza psicologica, esistenziale e morale.

Gli eventi traumatici dolosi e colposi per molto tempo hanno trovato un riconoscimento solo rispetto alle menomazioni fisiche o patrimoniali. Le conseguenze psicologiche di tali eventi non avevano grande considerazione. Eppure tutti sanno che traumi più o meno comuni, quali gli abusi, lo stalking, il mobbing e molti altri, comportano dei profondi cambiamenti a livello psicologico nella vita delle persone. Questi cambiamenti consistono in delle vere e proprie alterazioni delle caratteristiche della personalità.

E’ molto importante sapere che, se si è vittima di qualche fatto, si ha il diritto di essere risarciti non solo per le lesioni fisiche, ma anche per i mutamenti che la nostra vita subisce.

Valutare il danno come sofferenza e cambiamento

Vediamo quindi quali sono esattamente i danni non patrimoniali ed in che cosa consistono. Per iniziare è importante chiarire che il danno non patrimoniale riguarda tutte le situazioni in cui viene leso un valore inerente alla persona e tale danno valuta la sofferenza, il dolore, e tutte le conseguenze che derivano da un’azione lesiva che può essere risarcita solo quando l’azione che l’ha prodotta costituisce un illecito.

All’interno del danno non patrimoniale vengono riconosciuti:

  • il danno biologico all’interno del quale possiamo distinguere il danno psicologico ed esistenziale
  • il danno morale.

Ma cerchiamo di spiegare nello specifico in che cosa consistono questi danni e cosa comporta, per chi lo ha subito, il loro riconoscimento.

Rispetto a quest’ultimo punto tengo molto a porre l’accento sul fatto che, a livello psicologico, per chi è stato vittima di qualsiasi tipo di illecito, più o meno grave, il riconoscimento giuridico di quello che è stato subito riveste un ruolo fondamentale nel processo di guarigione.

Il riconoscimento giuridico del danno

L’importanza del riconoscimento di un danno rappresenta per le persone una maggiore possibilità di guarigione. Pensiamo chi ha vissuto abusi o maltrattamenti: la sofferenza che provano e vivono queste persone si protrae molto oltre il verdetto del processo che sancisce la presenza o meno del reato denunciato. A volte il dolore e la sofferenza determinano dei veri e propri cambiamenti di vita, come ad esempio: la depressione e il ritiro sociale.

  • Danno morale: è rappresentato dalla sofferenza soggettiva provocata da un reato. Prendiamo il caso di un danno da lutto: in questo caso il danno morale è rappresentato dalla sofferenza, dal dolore creato dalla perdita.
  • Danno esistenziale: si verifica in seguito ad un evento lesivo e comporta una ”complicazione” delle relazioni interpersonali e di conseguenza un’alterazione delle attività dell’individuo in questione. Questo danno si concretizza con una perdita di serenità e con un atteggiamento rinunciatario rispetto al fare.
  • Danno psichico: si riferisce alla perdita di equilibrio psicologico globale che una persona manifesta dopo aver subito un illecito. Si riferisce ad una situazione psicologica permanente.

Partendo dalla definizione è molto importante inquadrare il tipo di danno che una persona ha subito e procedere alla quantificazione dello stesso.

Il riconoscimento e la definizione del danno psicologico ed esistenziale non può prescindere da un procedimento complesso che si incentra sul nesso di casualità e che grazie ad un’attenta procedura di valutazione psicodiagnostica definisce, non solo l’effettiva presenza del danno psicologico ed esistenziale, ma lo quantifica in modo puntuale.

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