Lo studio effettua attività di Consulenza Psichiatrica e Psicologica specialistica per problemi, difficoltà o disagi relativi alla sfera personale e psichica.
La consulenza si articola mediamente in colloqui di valutazione psichiatrica e psicologica. Al termine della valutazione viene fornito un inquadramento diagnostico e consiglio terapeutico.

L’obiettivo che si pone la Psichiatria è insito nell’etimologia stessa del termine: fare “diagnosi” (dia – attraverso e gnosis – conoscenza) significa “distinguere” e “conoscere a fondo”, distinguere appunto la salute dalla malattia e la normalità dalla patologia.

La Consulenza Psichiatrica e Psicologica significa anche fare diagnosi distinguendo una malattia da un’altra e ragionando su come poter meglio curare il paziente (con farmaci o con la psicoterapia?). Il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali»), noto anche con l’acronimo DSM è uno strumento di diagnosi descrittiva dei disturbi mentali.

Si tratta di un manuale che raccoglie attualmente più di 370 disturbi mentali, descrivendoli in base alla prevalenza di determinati sintomi (per lo più quelli osservabili nel comportamento dell’individuo, ma non mancano riferimenti alla struttura dell’Io e della Personalità).

Data la sua origine scientifica di natura statistica, è considerato uno degli strumenti più attendibili per diagnosticare un disturbo mentale, e quindi ampiamente utilizzato come referente per la scelta di una determinata terapia, soprattutto quella farmacologica. Il manuale, secondo gli intendimenti degli autori e dell’APA, dovrebbe essere:

  • nosografico: i quadri sintomatologici sono descritti a prescindere dal vissuto del singolo, e sono valutati in base a casistiche frequenziali.
  • ateorico: non si basa su nessun tipo di approccio teorico, né comportamentista, né cognitivista, né psicoanalitico, né gestaltico, ecc.
  • assiale: raggruppa i disturbi su 5 assi, al fine di semplificare e indicare una diagnosi standardizzata.
  • su basi statistiche: si rivolge ad esse in quanto il sintomo acquista valore come dato frequenziale; i concetti statistici di media, frequenza, moda, mediana, varianza, correlazione, ecc. giungono ad essere essi stessi il “solco” mediante il quale si valuta la presenza o meno di un disturbo mentale.