Dal tuo stile di attaccamento derivano tutte le tue difficoltà relazionali. Ecco perché!

Molto spesso nelle relazioni che instauriamo con il nostro partner ricreiamo vecchi schemi acquisiti durante l’infanzia.

Non a caso Freud affermava che apprendiamo un modo solo di amare e ciò che avviene nei primi sei anni di vita è fondamentale per lo sviluppo psicologico del bambino (e di conseguenza dell’adulto).

Ciascuno di noi, una volta appresi alcuni schemi o modalità di pensiero e comportamento in età precoce, continuerà in modo inconsapevole a recitare lo stesso copione per tutta la vita. A meno che tutto ciò, con l’aiuto della Psicoterapia, non possa essere fermato e di conseguenza cambiato. Numerosi studi e ricerche sono stati condotti sugli stili di attaccamento che il bambino instaura con le figure di riferimento primarie.

Il primo ad occuparsi di questo legame fondamentale che intercorre tra la madre e il suo bambino fu J. Bowlby agli inizi del 900. Nel paziente adulto una serie di patologie possono essere ricondotte al suo passato remoto e, dunque, al legame con la madre che può essere stato di tipo sicuro o insicuro: ed aver generato sicurezza o insicurezza. Avere un attaccamento sicuro significa sentirsi sicuri e protetti, mentre avere un attaccamento insicuro implica una moltitudine di emozioni concomitanti e contrastanti verso la propria figura primaria, come possono essere amore, dipendenza, paura del rifiuto, vigilanza e irritabilità. Le condizioni appena descritte possono perdurare o ricrearsi anche nella vita adulta.

L’AAI (l’Adult Attachment Interview)  valuta lo stile di attaccamento che l’adulto manifesta nelle sue relazioni attuali andandone a ricercare le modalità nel rapporto primario con la figura di riferimento.  La struttura dell’Adult Attachment Interview si basa su due principi fondamentali: il primo riguarda il fatto che la ricostruzione del passato viene fatta alla luce delle esperienze attuali del soggetto; il secondo riguarda il fatto che c’è un’idealizzazione del passato, in particolare delle esperienze negative dell’infanzia, che viene approfondita separatamente attraverso uno studio parallelo sul racconto autobiografico. lo sviluppo armonioso della personalità di un individuo dipenda principalmente da un adeguato attaccamento alla figura d’accudimento. In particolare, i bambini con attaccamento sicuro sono più sereni e più in grado di relazionarsi con l’ambiente circostante rispetto ad altri bambini perché hanno interiorizzato una sicurezza affettiva nella gestione delle relazioni fornitagli dai genitori. Pertanto la suddivisione degli stili di attaccamento che si possono sviluppare durante l’infanzia sono i seguenti con le relative caratteristiche:

  • SICURO: “Da bambino potevo contare sulla persona che si prendeva più cura di me, era concreta, coerente, sensibile. Ero un bambino curioso, fiducioso, sicuro. Di base sono soddisfatto perchè credo che i miei bisogni saranno soddisfatti. Ho una buona visione di me. Sono un partner sicuro. Tendenzialmente ho una buona visione degli altri”.
  • EVITANTE: “ Di base tendo a negare i miei bisogni, credo che non saranno mai soddisfatti. La persona che si prendeva più cura di me era fredda e distante, scoraggiava la mia emotività. Ero un bambino che esplorava l’ambiente ma emotivamente distante (non piangevo e non chiedevo molto). Non piangevo quando i miei mi lasciavano. Sono molto indipendente. Provo disagio nelle relazioni interpersonali e nel condividere i miei sentimenti”.
  • AMBIVALENTE: “La persona che si prendeva più cura di me era incoerente, a volte sensibile, a volte negligente. Ero un bambino ansioso, insicuro, arrabbiato. Piangevo quando i miei mi lasciavano. Non confido nel fatto che i miei bisogni possano essere soddisfatti. Sono un partner insicuro, geloso, appiccicoso. Temo di perdere le persone che amo”.
  • DISORGANIZZATO: “Percepisco i miei bisogni in maniera confusa. La persona che si prendeva più cura di me era spaventata, passiva e mi spaventava. Ero un bambino passivo, arrabbiato, preoccupato, non reattivo. Ho relazioni distruttive e violente. Vorrei relazioni molto strette, ma contemporaneamente le rifuggo”.

Ognuno di noi può riconoscersi in uno di questi stili di attaccamento e capire perché in alcune relazioni ancora oggi ha delle difficoltà.

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